LE BURLE DEL PIOVANO ARLOTTO
tre atti comici in vernacolo fiorentino medievale di Giulio Bucciolini
Musiche di Umberto Bartolini
Allestimento scenico Elena Figuccia
Regia: A. Foti
sabato 6 dicembre: ore 21.15
domenica 7 dicembre: ore 17.00
lunedì 8 dicembre: ore 17.00
sabato 13 dicembre: ore 21.15
domenica 14 dicembre: ore 17.00
Arlotto di Mannozzo Mainardi, Piovano (o Pievano) di San Cresci a Maciuoli ( o Maciòli ), nacque a Pezzatole, nei dintorni di Pescina, alle falde del Monte Morello, nel giorno di Natale del 1396 e morì il 26 dicembre 1484, all'età di 87 anni. E' sepolto nella Chiesa dei Pretoni, posta fra Via degli Arazzieri e Via San Gallo e ancora sì può leggere la curiosa epigrafe scritta sulla sua lapide, dal medesimo voluta, che recita in questi termini : " Questa sepoltura ha fatto fare il Piovano Arlotto per sé e per tutte quelle persone che dentro entrare vi volessero ". Pare che il Piovano fosse uomo piuttosto magro e asciutto, dal volto arguto, come appare in un ritratto fatto da Giovanni Mannozzi da San Giovanni, che si trova nella Galleria Torrigiani. Egli non scrisse niente di quanto ci rimane a testimonianza della sua arguzia : le sue facezie, i motti, le burle, passarono di bocca in bocca per anni,prima che venissero trascritti, nel 1515, in Firenze, da Bernardo Zucchetta, in una raccolta non del tutto attendibile. Più autentico appare il testo del manoscritto di Giovanni Mazzuoli da Strada, detto "lo Stradino", che si trova alla Laurenziana.
Successivamente, le facezie dell'ameno Piovano furono ristampate molte volte in libri e libriccini che ebbero larghissima diffusione. Nel 1884, Giuseppe Baccini, bibliotecario della Nazionale di Firenze, compilò per l'editore Salani la raccolta delle Facezie, mettendo in lingua corrente il manoscritto Laurenziano dello "Stradino", allo scopo di rendere il testo accessibile a tutti.
Nel 1953, apparve una edizione criticamente ineccepibile, e attualmente introvabile, a cura di Gianfranco Folena, per l'editore Ricciardi. Anche questa edizione, perfetta come opera filologica, apparato critico, storico e lessicale, e bella come gusto grafico, è basata sul manoscritto già citato, di cui viene affermata la più ampia attendibilità.
Per merito delle Facezie, esposte in una forma piana e disinvolta che la rende accessibile al lettore, la figura del Piovano attraverso e secoli, resta viva, esemplare ed eterna, anche nel nostro mondo culturale. Figura che ispirò "Le Burle del Piovano Arlotto", commedia di Giulio Bucciolini, apparse sulle scene fiorentine nel lontano 1910, e portata al successo dalla Compagnia di Ettore Marini e ripresa nel 1921 dalla gloriosa Compagnia di Garibalda e Raffaello Niccoli.
(Notizie rilevate in massima parte dal volume " Facezie, motti e burle del Piovano Arlotto " edito dalla Libreria Editrice Fiorentina)
GLOSSARIO DEL PIOVANO
| GAMURRA | Velo femminile. Gonna da festa. |
| CIOPPONE | Lunga veste indossata da uomini e donne del Medioevo. |
| GUARNACCHINO | Sopravveste medioevale. |
| GUAGNELE | Vangeli |
| MACOLARE | Ammaccare, macchiare. |
| VAGHEGGINO | Giovane e galante cortegfiiatore. |
| RIBECHINO | Piffero. Antico strumento a tre corde, con archetto. |
| BOCCINO | Capo, testa. Pallino. |
| POFFAREDDINA | Esclamazione di meraviglia. |
| CATADEDDINA | idem c.s. |
| METIDIO | Timor di Dio. |
| PASTINACHE | Pianta ombrellifera con radice tenera commestibile, |
| SCOMUZZOLI | Minuzzoli di pane |
| RUBIZZA | Di aspetto florido e fresco. |
| GICHEROSA | Da "gigaro" erba velenosa. |
| MAZZAPICCHIO | Tipo di martello di ferro usato per cerchiare le botti e per Abbattere animali. |
| TENERE UN COCOMERO ALL'ERTA | Mantenere un segreto. |
| GLOSSARIO | Dizionario di parole antiquate e difficili |